Noi imprenditori siamo oggigiorno bersaglio di numerose responsabilità e rischi, in primis il RISCHIO D’IMPRESA che potremmo definire in modo “stretto” come: l’impatto sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa, delle decisioni prese (o non prese) dall’imprenditore.
Humphrey Bogart direbbe in questi casi: “È il mercato, bellezza! Il mercato! E tu non ci puoi far niente! Niente!”. In realtà non è proprio così, anzi possiamo e dobbiamo fare di più!
La gestione del “buon padre di famiglia” oggi non è più sufficiente: si richiede all’imprenditore e agli amministratori il dovere di identificare e gestire i rischi d’impresa in modo corretto! Ce lo richiede il nostro senso di responsabilità nei confronti dei collaboratori, ma ce lo chiede anche la legge.
Vi sono norme che non ci possiamo permettere di sottovalutare, per esempio:
Dobbiamo quindi entrare nell’ordine delle idee che i rischi vanno gestiti e per farlo dobbiamo dotarci di una metodologia. Senza scomodare l’Enterprise Risk Management possiamo dire che una buona metodologia di gestione dei rischi dovrebbe passare attraverso queste 5 fasi:
Vediamo una ad una in modo sintetico le 5 fasi:
In questa prima fase si elencano e descrivono i possibili eventi rischiosi, interferenze, disturbi che potrebbero presentarsi e gli impatti che questi eventi potrebbero avere sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale della nostra impresa.
Ma quanti sono i rischi? Sono innumerevoli ed è praticamente impossibile mapparli tutti. Una cosa è certa: non facciamo questo lavoro da soli! Dobbiamo coinvolgere più “teste” pensanti che coprono tutte le aree aziendali. Se può essere utile partiamo dalla definizione di “Cluster di rischi” o macro-raggruppamenti, pensiamo ad esempio ai rischi derivanti dai concorrenti, dall’evoluzione della tecnologia, dalle nuove richieste dei Clienti, ai rischi politici nazionali o internazionali, i rischi ambientali, i rischi connessi alla salute dei lavoratori o alla perdita di figure chiave, rischi di cali di produttività, rischi informatici, rischi societari, fino ad arrivare ai danni di natura reputazionale ossia la possibilità che emergano notizie lesive (vere o false) in grado di danneggiare l’impresa e la relazione con l’ambiente.
Una volta identificati i rischi, dobbiamo assegnare ad ogni evento rischioso una probabilità di accadimento ed un livello della gravità delle ricadute potenziali sull’impresa (impatto).
Se non abbiamo statistiche aziendali o settoriali cui fare riferimento, la valutazione sarà un processo essenzialmente «soggettivo» ed è anche per tale ragione che abbiamo bisogno dell’aiuto di più persone.
Una volta suddivisi i rischi per impatto e probabilità possiamo abbozzare una “graduatoria” dei rischi, un ordine di priorità di gestione in modo da decidere quali rischi gestire e quali subire.
Questa è la parte più creativa del processo di gestione ai rischi. Per ogni rischio dobbiamo definire una strategia di gestione fatta di comportamenti, azioni, iniziative che dovranno essere messe in atto al fine di:
Di seguito una sintesi delle principali strategie di gestione del rischio che potrebbero essere attuate singolarmente o in combinazione tra loro:
Strategie che si rivolgono alla riduzione della PROBABILITA’ di accadimento:
Strategie che si rivolgono alla riduzione del DANNO immediato o successivo:
Strategie che si rivolgono alla riduzione della PERDITA MONETARIA:
Una volta definite le strategie di gestione, il passo successivo è definirne i costi ed attuarle sempre sotto la direzione di un responsabile.
Questa fase ha lo scopo di verificare l’efficacia delle azioni di contenimento del rischio ed individuare nuovi rischi non previsti inizialmente. Può cambiare il contesto e ciò che avevo previsto all’inizio potrebbe non essere più attuale, potrebbero ad esempio insorgere nuovi eventi rischiosi e oppure altri considerati rischiosi non lo sono più.
Questa fase ha lo scopo di consolidare la “conoscenza” appresa dal team aziendale. E’ importante riflettere su cosa è andato bene e cosa poteva andare meglio. Cosa abbiamo imparato? Trovarsi regolarmente con lo scopo di migliorare il sistema di gestione dei rischi potrebbe essere una buona pratica.
Cosa possiamo fare domattina?
La prima cosa da fare è acquisire consapevolezza sui rischi della nostra azienda e per farlo è necessario rivolgersi a degli esperti in grado di eseguire una “diagnosi” accurata dei rischi.
E’ un argomento che dobbiamo affrontare subito, non possiamo aspettare: se c’è una cosa che abbiamo imparato tutti dai terribili eventi del 2020 è che i rischi vanno gestiti PRIMA che si verifichino gli eventi.
Avere un piano per gestire “cosa accadrebbe se…” fa la differenza per noi imprenditori.
Se avete bisogno di supporto su questo tema contattaci pure e noi sapremo consigliarti su come eseguire un check-up dei rischi della tua azienda.
Buon lavoro!